L’efficienza neurale tra sportivi e non sportivi

L’efficienza neurale si riferisce a modelli di attività cerebrale legata ai movimenti specifici nello spazio.

Rispetto ai non sportivi, gli sportivi mostrano abitualmente efficienza neurale quando si esibiscono nel loro dominio di competenza.

Alcuni studi hanno dimostrato che gli atleti hanno una maggiore attivazione cerebrale durante l’esecuzione di compiti motori.

Ad esempio, gli atleti di badminton hanno mostrato un’attivazione maggiore nel sistema dei neuroni specchio durante l’anticipazione con i video dell’atterraggio dello pallina, mentre quelli di basket hanno mostrato una maggiore attività nel lobulo parietale inferiore (area cerebrale associativa che elabora informazioni relative al tatto, alla localizzazione e manipolazione degli oggetti nello spazio e all’attenzione verso il campo visivo controlaterale) e nel giro frontale inferiore (area cerebrale in relazione con compiti esegui/non esegui)  rispetto a un compito di anticipazione dell’azione del tiro libero di basket.

Nel lobulo parietale inferiore si formano modelli interni e rappresentazioni del corpo.

Gli atleti esperti avevano una maggiore attivazione neurale nelle regioni somatosensoriali e di pianificazione motoria durante l’ascolto passivo di suoni sportivi familiari.

Tuttavia, altri studi hanno riportato che la mente degli atleti esperti era focalizzata o diminuiva l’attivazione rispetto ai non esperti.

Ad esempio, durante le prove mentali di tiro con l’arco, l’area premotoria, le aree motorie supplementari, la regione frontale inferiore, i gangli della base e il cervelletto erano attivi nei non arcieri, mentre gli arcieri d’élite hanno mostrato l’attivazione principalmente nelle aree motorie supplementari (coinvolte nella preparazione di sequenze di movimento memorizzate).

La corteccia motoria supplementare è coinvolta nella pianificazione motoria, in particolare per l’esecuzione ordinata di movimenti complessi, svolge un ruolo di primo piano nel sistema di monitoraggio delle azioni in corso, nel rilevamento degli errori ed è coinvolta in attività di controllo esecutivo.

Il livello di attivazione nell’area motoria supplementare era più basso durante le immagini relative all’auto-sport, suggerendo che la rappresentazione ordinata delle componenti del movimento significava meno sforzo e costi neurali necessari.

Queste discrepanze possono essere correlate al paradigma tra gruppi (esperti vs. novizi), che intreccia le differenze individuali con le dinamiche neurali.

Immagine motoria ed esecuzione del movimento

In questo contesto, le immagini motorie sono definite come un processo mentale che comporta la prova o la simulazione di una determinata azione in prima persona senza movimenti palesi.

Le immagini motorie e l’esecuzione motoria sono state suggerite come funzionalmente equivalenti, si richiede un tempo simile per immaginare un movimento o eseguirlo (equivalenza temporale).

A livello neurale, vengono utilizzate le stesse aree cerebrali sia per pensare ad immagini motorie sia per eseguirle; in particolari si utilizzano l’area motoria supplementare, la corteccia premotoria, la corteccia motoria primaria, il lobulo parietale inferiore, i gangli della base (implicati nel controllo del movimento in itinere) e il cervelletto (che fornisce un controllo anticipatorio del movimento).

La congruenza temporale è stata usata come un valido indice di cronometria mentale per valutare l’equivalenza funzionale tra l’immaginazione motoria e l’esecuzione motoria.

Le variazioni nel tempo motore (sia per l’esecuzione che per le immagini) tra atleti e non sportivi dipendono dalle differenze nei livelli di competenza nel proprio sport rispetto ad un’altra attività.

Ulteriori studi rivelano che negli atleti di basket, congruenza tra immagine motoria ed esecuzione motoria era maggiore quando immaginavano il tiro a canestro di quando immaginavano un servizio di pallavolo, viceversa succedeva per i pallavolisti.

I risultati hanno mostrato che le prestazioni delle immagini motorie erano superiori, ma l’attivazione corticale era ridotta negli atleti durante l’immaginazione dei movimenti del loro sport, suggerendo un processo di simulazione motoria relativamente facilitato.

Questa differenza potrebbe essere attribuita allo sforzo supplementare richiesto per rappresentare le componenti dettagliate dei movimenti di movimenti non familiari ed è stata interpretata come prova dell’efficienza neurale; le prestazioni delle immagini motorie erano superiori per il proprio sport, che richiedeva un minor consumo di energia.

La riduzione dell’attivazione durante le immagini del proprio sport è probabilmente dovuta al fatto che la rappresentazione interna di quei movimenti configurata con la memoria motoria degli atleti, che sono modellati dall’allenamento a lungo termine e dall’eccessiva pratica, richiede meno risorse neurali per simulare l’attività.

Ciò suggerisce che una maggiore efficienza neurale è alla base delle prestazioni motorie superiori.

In altre parole, una migliore performance comportamentale con un minore sforzo neurale consente agli individui di eseguire i processi interni associati a movimenti di elevata competenza.

Si ritiene che le competenze consolidate siano basate sull’automaticità e sull’apprendimento di schemi motori.

L’attenzione a tali processi automatici può anche minare le prestazioni perché presuppone un’attività corticale che gli sportivi esperti hanno già sviluppato e immagazzinato aumentando il tempo di esecuzione e riducendo la qualità del gesto atletico.

L’efficienza neurale può derivare dall’allenamento a lungo termine ed essere specifica del compito che ha permesso agli atleti di sviluppare un’organizzazione focalizzata ed efficiente delle reti neurali correlate al compito.

Bibliografia