La tennis leg

La “tennis leg” è una lesione comune nel mondo sportivo e consiste in un dolore acuto del polpaccio.

La fascia di età in cui si registra la maggior frequenza di questa lesione è compresa tra i 40 ed i 60 anni.

Per parecchi anni è stata attribuita erroneamente alla rottura del tendine del plantare gracile.

Il movimento lesionante è composto da un’estensione del ginocchio associata a rotazione esterna della gamba e dorsiflessione forzata della caviglia che causa la rottura della porzione mediale del polpaccio (gastrocnemio) con presenza di edema e a volte associata la trombosi venosa profonda.

Dati di alcuni studi confermano che la rottura parziale della porzione mediale del gastrocnemio è stata osservata nel 66,7% dei pazienti, la raccolta fluida, senza evidenza di rottura muscolare, è stata osservata tra l’aponeurosi del gastrocnemio e il soleo nel 21,3% dei pazienti mentre la trombosi venosa profonda è stata osservata in associazione ad altre problematiche nel 5% dei pazienti e come riscontro solitario nel 9,9% dei pazienti.

La diagnosi strumentale e la terapia

Il gold standard è l’ecografia; per escludere la trombosi si associa il Doppler.

Bisogna condurre una diagnosi differenziale per escludere la rottura di una cisti poplitea.

La gestione di solito è conservativa, la chirurgia è indicata solo quando associata si associa la sindrome compartimentale per la quale è necessaria la fasciotomia.

La sindrome compartimentale associata alla rottura del gastrocnemio è spesso il risultato di un trauma muscolare diretto o di un intenso esercizio fisico.

Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT)

Il trattamento manipolativo osteopatico è utile dal punto di vista preventivo in quanto permette di bilanciare il carico distribuendo le forze correttamente sugli arti inferiori.

Si eseguono tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA) del bacino, di inibizione muscolare e bilanciamento delle fasce degli arti inferiori al fine di migliorare l’elasticità tessutale.

Il trattamento riabilitativo fisioterapico

Il trattamento è tipicamente conservativo, enfatizzando la gestione del dolore, il progressivo carico di peso e il controllo neuromuscolare, con ritorno all’attività sportiva entro 4-6 settimane.

In fase acuta si prevede l’immobilizzazione con o senza compressione, seguita da 2 a 3 settimane di esercizi di stretching passivo.

Seguono poi esercizi di contrazione isometrica per migliorare la funzione di pompa muscolare drenante, esercizi concentrici ed eccentrici per migliorare la risposta del muscolo all’allungamento e per evitare retrazioni cicatriziali importanti.

La cicatrice che si forma in riparazione alla lesione subisce alterazioni morfologiche rispetto al tessuto sano, non è contrattile e non sviluppa forza.

Il trattamento sarà incentrato anche sul rinforzo della muscolatura sinergica per sopperire al deficit correlato al processo di cicatrizzazione.

Nella fase di gestione per il rientro all’attività sportiva la riabilitazione prevede esercizi di controllo neuromuscolare e gesti funzionali sport-specifici per migliorare l’esecuzione del gesto atletico e prevenire eccessive forze di taglio sul gastrocnemio durante i cambi di direzione.

Utile, vista la maggior incidenza nello sportivo amatoriale, un programma di ricondizionamento aerobico e di preparazione alla performance per evitare fatica, sovraccarichi e stress eccessivi, fattori di rischio per lesioni muscolari e recidive.

Bibliografia